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YOUTH
The Naked Truth
Negli spazi della Project Room e del Mezzanino, dedicati al dialogo sulle questioni del contemporaneo e alla ricerca sulle molteplici identità, sul rapporto tra corpo, identità e rappresentazione tra le comunità creative, 10 Corso Como presenta YOUTH The Naked Truth, il nuovo progetto di Christian Boaro.
Designer di moda indipendente, Christian Boaro sviluppa da oltre dieci anni, parallelamente alla propria ricerca nel fashion design, una pratica fotografica dedicata al corpo e alle identità che lo attraversano. Il progetto nasce da una successione ininterrotta di incontri: amici, creativi, persone conosciute o incontrate casualmente, soggetti scoperti per strada, nei club, attraverso i social network o durante i suoi viaggi. Nel tempo, questi incontri hanno costruito un archivio umano in
continua trasformazione, una mappatura informale di una comunità creativa contemporanea e delle sue molteplici forme di esistenza. La pelle diventa una geografia e il corpo un territorio nel quale l’identità si manifesta, si trasforma e sfugge a ogni definizione univoca. La Polaroid, scelta da Boaro come medium privilegiato, registra questi incontri attraverso immagini uniche e irripetibili, fissando un momento sospeso tra la presenza del soggetto e lo sguardo dell’autore. La fotografia diventa così uno spazio di relazione, nel quale l’identità non viene costruita o imposta, ma semplicemente osservata nella sua complessità.
YOUTH. The Naked Truth non propone un ideale di bellezza, ma mette in discussione la necessità stessa di un modello. I corpi fotografati sono molteplici e differenti: giovani, tatuati e non tatuati, segnati da cicatrici, trasformazioni e asimmetrie, corpi conformi e non conformi. Boaro non ricerca la perfezione, ma una bellezza capace di accogliere la differenza. L’imperfezione diventa così una forma di unicità e il corpo uno strumento attraverso cui l’identità può affermarsi senza dover aderire
a uno standard. Il progetto è soprattutto una ricerca sullo sguardo e sulla possibilità di rappresentare l’altro al di fuori dei codici della fotografia patinata. I soggetti guardano in macchina senza ostentazione, liberi dall’ingombro dell’abbigliamento e del make-up, offrendosi attraverso gesti minimi, posture, dettagli e presenze. Donne e uomini, cisgender e transgender, si susseguono senza una gerarchia estetica e senza la necessità di individuare un’unica appartenenza.
È proprio questa molteplicità a definire il carattere identitario del progetto. Le immagini non cercano di classificare una comunità attraverso caratteristiche comuni, ma di costruirla attraverso la differenza. L’identità emerge come qualcosa di plurale, mobile e in continua evoluzione.
L’immediatezza dell’incontro si confronta con i tempi lenti e irreversibili della Polaroid: ogni scatto è unico, non riproducibile e sottratto alla postproduzione. Luce, distanza, inquadratura, posa e casualità diventano parte del processo attraverso cui Boaro costruisce la propria idea di realtà.
Anche le sfocature, le bruciature e gli scarti che emergono sulla superficie della Polaroid diventano parte integrante dell’immagine: non errori da correggere, ma tracce del processo e della sua imprevedibilità, capaci di restituire alla rappresentazione una dimensione più fisica, fragile e autentica.
Negli spazi di 10 Corso Como il progetto presenta una selezione di Polaroid, distribuite tra la Project Room e il Mezzanino. Al piano superiore, la sequenza dei ritratti costruisce un ambiente nel quale le singole identità entrano in relazione tra di loro; nel Mezzanino, un video slide amplia ulteriormente l’archivio trasformandolo in un flusso continuo di presenze.
YOUTH. The Naked Truth è dunque un archivio aperto, senza gerarchie e senza una conclusione.
